Primi piatti

MTC N. 44: La seupetta di Cogne

La Valle d’Aosta è uno scrigno racchiuso tra alte vette: quelle del Monte Bianco, del Cervino, del Monte Rosa e del Gran Paradiso. Questo spiega perché la gastronomia della regione conservi tutte le caratteristiche di una regione di montagna.
La cucina della Valle d’Aosta è incentrata sui frutti di montagna, sui prodotti derivati dall’alpeggio, dalla lavorazione e conservazione delle carni e del latte, anche perché un tempo le avversità climatiche, hanno determinato notevoli difficoltà negli spostamenti e negli scambi.
Pertanto, la cucina valdostana, è poverissima di piatti di pasta, ma si utilizzano moltissimo le zuppe, con pane raffermo, formaggio, verze, castagne, latte e burro, come la famosa Seuppa à la Valpellenentse.

Lo Pan Ner ( in termine dialettale), non è un semplice alimento, ma l’essenza stessa del cibo. Nato  dalla terra e dal sudore dell’uomo, il pane in tutte le civiltà contadine è sempre stato considerato “santo”.
In Valle d’Aosta, nei secoli passati , durante i battesimi si usava regalare a ogni bambino presente una pagnotta, e un pezzo di pane veniva regalato anche durante la messa per la festività dei morti. Nel giorno di Sant’Agata, poi, agli animali si dava da mangiare pane benedetto perché li proteggesse dalle malattie.
La preparazione stessa del pane era un vero e proprio rito, che avveniva una volta all’anno coinvolgendo l’intero paese. In ogni borgo. seppur minuscolo, era presente almeno un grosso forno a legna a disposizione della comunità.
Nel tardo autunno, con la luna calante, si impastava la farina (in genere metà segale e metà frumento) con l’acqua e il lievito madre, e si faceva riposare il tutto in grosse madie di legno.
Una volta cotte, le forme si conservavano poi su apposite rastrelliere di legno chiamate ratelì.
Un pane nero e profumato, che con il passare dei giorni diventava sempre più duro, tanto da dover essere tagliato con una specie di “ghigliottina” detta copapàn e consumato per lo più inzuppato nel brodo o nel latte caldo. Da qui le tante ricette tipiche, che prevedono come primo piatto zuppe preparate con il pane raffermo.

Ma veniamo a noi, vi voglio parlare della Seupetta di Cogne, una deliziosa zuppa, originaria dell’omonimo paese, situato all’interno del Parco Gran Paradiso, un tempo importante centro minerario per l’estrazione del ferro.

Questa deliziosa zuppa, fatta con pane nero raffermo e il riso, che un tempo arrivava dalla piemontese contigua val Soana e ovviamente il burro e la Fontina.

Ingredienti per 4 persone:

– 300 gr. di riso carnaroli;
– 300 gr. di Fontina;
– 150 gr. di burro chiarificato;
– cannella q.b.;
– vino Blanc de Morgex (per sfumare);
– 300 gr. di pane nero raffermo (di segale)

In una padella, tostare il riso con una noce di burro e un pizzico di cannella. Quando sarà ben tostato, sfumare con il Blanc de Morgex, lasciarlo evaporare completamente e poi aggiungere il brodo poco alla volta, fino alla cottura al dente e non troppo asciutto. Spegnere il fuoco, aggiungere 70 gr. di Fontina, tagliata a fettine e mescolare energicamente.
Versare il riso in una pirofila, alternando strati di riso, fontina tagliata a fette e fettine di pane nero raffermo, in precedenza abbrustolite nel burro fuso.
Completare con abbondante cannella in polvere e 60 gr. di burro, precedentemente fuso.
Infornare per cinque minuti affinché la Fontina si sciolga.

Il sommelier consiglia: Donnas Napoléon Valle d’Aosta DOC

Il vino deriva da uve selezionate e da un affinamento in tonneaux, piccole botti di rovere. Prodotto per ricordare il bicentenario del passaggio in Valle d’Aosta di Napoleone, che, fermatosi a Donnas, nel maggio del 1800, ebbe occasione, come riferiscono le cronache dell’epoca, di degustare ed apprezzare il vino di Donnas. Prodotto da uve selezionate di Nebbiolo (Picotendro) 100%, dopo la fermentazione è invecchiato per almeno 12/18 mesi in tonneaux.

You Might Also Like

23 Comments

  • Reply
    Fulvia
    29 gennaio 2015 at 9:04

    Sai che non l'ho mai mangiata? E' ora di provarla! Grazie che riscopri tutte queste meravigliose ricette della nostra Valle!.

  • Reply
    Anna Luisa e Fabio
    29 gennaio 2015 at 9:31

    Singolare l'uso del riso, molto interessante la storia di questo pane. Ricetta da provare!

    Fabio

  • Reply
    andreea manoliu
    29 gennaio 2015 at 9:40

    Una bella storia e anche questa zuppetta è molto interessante e gustosa !

  • Reply
    Marghe
    29 gennaio 2015 at 10:44

    Sai che amo i profumi della tua regione, e della pasta non sento affatto la mancanza… anche perchè questa zuppa/risotto è paradisiaca <3
    Un abbraccio fortissimo stella e grazie dei tuoi racconti, che ci permettono di scoprire sempre qualcosa di più di una terra cosi bella!

  • Reply
    Polvere di Riso
    29 gennaio 2015 at 12:19

    che meraviglia questa zuppa, deve essere favolosa e tuoi racconti e le tue foto la arricchiscono ancora di più :-*

  • Reply
    Tiziana Bontempi
    29 gennaio 2015 at 12:40

    Fantastica, vorrei assaggiarla
    Ciao Michelaaaaaa

  • Reply
    laura cottiglioni
    29 gennaio 2015 at 13:11

    Con questo freddino ci sta propio bene,che buona!

  • Reply
    LisaG
    29 gennaio 2015 at 13:38

    Una zuppa specialissima, dev'essere davvero squisita. Adoro la fontina e poi quel tocco di cannella lo trovo divino. E mi piace moltissimo anche il vino che hai scelto. Insomma, voglio proprio provare il tutto.
    Bravissima come sempre
    Un abbraccio

  • Reply
    Fr@
    29 gennaio 2015 at 14:27

    Mi piace conoscere le ricette tipiche regionali. Questa è particolare.

  • Reply
    SABRINA RABBIA
    29 gennaio 2015 at 14:44

    UN PIATTO SEMPLICE, MA SINGOLARE!!!!!COMPLIMENTI!!!!!BACI SABRY

  • Reply
    Miu Mia
    29 gennaio 2015 at 17:25

    Mi è sembrato di avere un deja vù! Sbaglio o già ci hai raccontato di questo rituale meraviglioso del pane e di quanto fosse importante nella vostra tradizione culinaria?
    E' comunque stato piacevole rileggere tutta la storia così come questa ricetta! 🙂
    Grazie per avercela regalata!

  • Reply
    paola
    29 gennaio 2015 at 17:42

    oquesta zuppa è proprio quello ceh ci vuole in questi giorni di freddo,grazie cara

  • Reply
    La cucina di Esme
    29 gennaio 2015 at 18:22

    sarebbe perfetta con il freddo di questa sera!
    a presto
    Alice

  • Reply
    Grace H
    29 gennaio 2015 at 20:30

    Che buona e semplice! Io poi vado matta per il riso 🙂
    Ti aggiungo e spero vorrai ricambiare mettendo il mio blog tra quelli che segui, grazie! 🙂
    That’s amore

  • Reply
    Grace H
    29 gennaio 2015 at 20:31

    scusa mi son dimenticata che gia' ci seguiamo 🙂 ciao!!

  • Reply
    Antonella Donadio
    30 gennaio 2015 at 9:43

    Bellissimo post, , molto interessante!
    La zuppa è veramente invitante!
    Bravissima!
    Buona giornata!

  • Reply
    Unafettadiparadiso
    30 gennaio 2015 at 11:41

    Già mi avevi convinta nel post precedente, venirti a trovare in Val D'Aosta sarà il mio mantra per tutta la fine dell'inverno e l'inizio della primavera fino a giungere all'estate prossima, probabilmente fine giugno, con marito e cane al seguito, perché posti così val la pena di visitare e assaporare, come questa zuppetta, che anche se verrò in estate, una cucchiaiata non me la lascerò sfuggire….

  • Reply
    Profumo di Cannella
    30 gennaio 2015 at 13:11

    Com'è invernale e coccoloso questo piatto! Brava Michela!

  • Reply
    Anonimo
    30 gennaio 2015 at 13:42

    Complimenti Michela, come sempre molto brava, ottimo il vino che hai abbinato, grazie.

  • Reply
    Barbara G
    31 gennaio 2015 at 18:44

    Adoro la terra di cui parli e in cui vivi..e grazie a te sto scoprendo anche piatti che non conoscevo.. Sento il profumo di questa fumante zuppa!
    Baci..

  • Reply
    Mila
    1 febbraio 2015 at 14:26

    Mamma mia che bello questo riso!!!!! Vedo già il camino acceso, i cuscinoni e le coccole!!!

  • Reply
    Mimma Morana
    1 febbraio 2015 at 15:18

    adoro questi piatti anche se non fanno parte del mio patrimonio gastronomico…guardandoli o gustandoli mi sembra di essere lì, in quei luoghi fantastici….magnifico!!!

  • Reply
    Simo
    1 febbraio 2015 at 20:24

    …che bello scoprire sempre delle nuove ricette della tradizione…in merito alla Valle d'Aosta conoscevo davvero ben poco: Grazie!
    Un grande abbraccio,buona serata

  • Leave a Reply

    CONSIGLIA Arancini con prosciutto e mozzarella